Cantina Marisa Cuomo a Furore, l’azienda del sud Italia per il 2018 del Gourmet Errante

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Cantine Marisa Cuomo
Via G.B. Lama, 16/18
Furore (Sa)
www.marisacuomo.com
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.cantinaconforme.it
www.vinointorno.it

Un’ultima cosa mi è piaciuta del 2018. Ma non per importanza, visto che “loro” sono tra i miei favoriti da sempre.

Loro sono le cantine Marisa Cuomo, a Furore, un piccolo paese della costiera amalfitana, che questa azienda ha fatto conoscere a tutto il mondo.

Oggi Furore è tra i borghi più belli d’Italia, ornato da murales lungo le sue strade, Patrimonio dell’Unesco e dimora delle vigne di Marisa Cuomo, ammirabili da qualsiasi scorcio di questo bellissimo paese. Per non parlare poi del famoso fiordo, incantevole.

Incastonata nella roccia c’è la cantina di Marisa Cuomo dove, come per magia, matura un vino buonissimo, il Fiorduva.

Mi sembra strano proclamare Marisa Cuomo la mia cantina preferita per il sud Italia proprio nell’anno in cui ho marcato visita. E che peccato non aver mangiato nel magico locale di Bacco Hosteria!

Il fatto è che bevo spesso i loro vini (come ogni anno del resto), in particolare il capolavoro assoluto del Fiorduva: se penso a quante volte mi è capitato, in degustazione, al ristorante, a casa, in trattoria e soprattutto in verticale a Merano.

Marisa Cuomo non è solo il Fiorduva però, ci sono anche altri vini molto interessanti come il Costa d’Amalfi Bianco – da uve Falanghina 60% e Biancolella 40% –  piacevole, di facile beva, da “sbicchierare” tra amici davanti al mare, magari sulla terrazza dell’Hotel Bacco Furore.

C’è il Ravello Bianco – da uve Falanghina 60% e Biancolella 40% – che ogni volta che lo assaggio mi catapulta in piazza o nei giardini di Ravello. Un vino che richiama il mare, in ogni occasione.

C’è il Furore Bianco – da uve Falanghina 60% e Biancolella 40% – che mi fa pensare alla discesa al fiordo, un posto incantevole, da bere con romanticismo insieme alla persona amata seduti sulla spiggia. E’ poesia.

C’è il Costa d’Amalfi rosato, che non è tra i miei vini preferiti (ops! Ma è giusto dire sempre quello che si pensa).

C’è il Costa d’Amalfi Rosso – da uve Piedirosso (localmente detto Per e Palummo) 50% Aglianico 50% – da bere in accompagnamento ad un caciocavallo, magari lungo il sentiero degli Dei da dove si ammirano le bellissime vigne di Marisa Cuomo.

C’è il Furore Rosso – da uve Piedirosso (localmente detto Per e Palummo) 50% Aglianico 50% – un vino piacevole per accompagnare un bel provolone del monaco che si produce ad Agerola.

C’è il Ravello Rosso Riserva – da uve Piedirosso (localmente detto pere e’ palummo) 70% e Aglianico 30% – che mi ricorda l’atmosfera che si era creata in una cena in un locale di Ravello.

C’è il Furore Rosso Riserva – da uve Piedirosso (localmente detto pere e’ palummo) 50% e Aglianico 50% – per accompagnare la carne ed i gustosi piatti del ristorante Bacco, proprio davanti alla cantina di Marisa Cuomo, dove si mangia divinamente bene.

E poi sì, c’è il Fiorduva – da uve Fenile 30%, Ginestra 30%, Ripoli 40% – il vino di punta, di cui nessun uomo al mondo dovrebbe mai farne a meno. Meraviglioso!

Non so se vi ho reso bene l’idea di quanto ami questa azienda. Invito tutti voi ad andarla a conoscere e a ripercorrere i luoghi che vi ho appena descritto: Furore, il fiordo, il mare e, se ne avrete voglia (e vi consiglio di trovarla), andate a farvi una passeggiata lungo il sentiero degli Dei, dove ammirerete le vigne di Marisa Cuomo. Sarete accolti da persone stupende.

Per quanto mi riguarda, con Marisa, Andrea, Dorotea e Raffaele ci vedremo presto.  

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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