Bellenda degustazione di sei spumanti.

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Bellenda

Via Giardino, 90

Loc. Carpesica

31029 Vittorio Veneto (Tv)

www.bellenda.it

Sorsi di Vino 2015

www.sorsidivino.com

Questa degustazione è nata in un attimo. Messaggio su Facebook, scambio di telefoni, uno squillo, il dialogo. Umberto Cosmo che dice: A Roma non ho mai fatto una degustazione così, sono sicuro che a te piacerà, dammi la tua email e ti giro il tutto. Apro l’email e un giro era, era una circolare di spumanti. L’email oltre ad altre cose diceva: Una degustazione circolare per farvi intravedere nuovi orizzonti nel mondo del Prosecco.

Un viaggio tra le diverse interpretazioni di vinificazione e di spumantizzazione per scoprire che la diversità è possibile e che il mondo del prosecco può andare oltre le interpretazioni di massa.

La ricerca di Bellenda nel mondo delle uve glera si snoda da Metodo Rurale, archetipo assoluto, alla più recente reinterpretazione della fermentazione in bottiglia di Sei Uno, valore riconosciuto e ancora unico esponente di un nuovo antico mondo di intendere il Prosecco Superiore.

Sei vini a confronto,  in un’ideale esplorazione tra fermentazioni spontanee, fermentazioni in autoclave e metodo classico e solfiti zero per scoprire dei confini della denominazione.

Il luogo è una sala magnifica, una delle più belle del Palazzo Doria Pamphilj di Valmontone, affrescata e degna della mia prima degustazione. E’ al completo, 30 posti, si inizia, avrei voluto starmene tranquillo dalla parte dei degustatori, oggi invece mi tocca stare dalla parte di chi deve fare che tutto vada per il verso giusto.

Il via è con Metodo Rurale, frizzante sui suoi lieviti senza alcun solfito aggiunto. 10% .Giallo paglierino, si vede il deposito formato dai lieviti che volutamente  non sono stati tolti, infatti non è limpido. E i lieviti emergono al naso, insieme a note fragranti di crosta di pane, burro, biscotti secchi, che si uniscono alle immancabili note fruttate. Il sorso piacevole, fresco e leggermente sapido.

Il secondo assaggio è per il Radicale, spumante brut metodo classico, pas dosé, senza solfiti aggiunti. 11%. Giallo paglierino, perlage fine e persistente. Al naso regala sentori fruttati di pera e mela ben evidenti, litchi, poi floreali di acacia, una nota di lavanda, nocciola. Il sorso è fresco, con discrete sapidità e persistenza.

Il terzo vino degustato è veramente sorprendente per chi scrive: S.C. 1931 Metodo Classico, Conegliano Valdobbiadene docg Prosecco Superiore Pas Dosé, forse per la personale passione per il dosaggio zero. 11,50 %. Spumantizzazione in bottiglia e sosta sui lieviti per 16-18 mesi. E si sente. Le uve glera della collina di Conegliano donano una particolare complessità e mineralità. Il vino è giallo paglierino brillante, dal perlage fine e persistente; profumi intensi di frutta a polpa bianca: ai tipici sentori di pera e mela si uniscono fragranti profumi di pesca bianca e nocciola, acacia e miele d’acacia, seguiti da sorprendenti ricordi di burro, torta di mele, brioche, zucchero a velo. In bocca è fresco, sapido, il sorso è piacevolissimo e lungo, di un vino dalla decisa personalità, di quelli che non restano mai in bottiglia.

Il quarto vino è finalmente un metodo Charmat/Martinotti, dico finalmente solo perché uno il Prosecco se lo aspetta appunto rifermentato in autoclave, e non in bottiglia come quelli assaggiati finora. San Fermo, Conegliano Valdobbiadene docg Prosecco Superiore Brut. 11,50%. Giallo paglierino brillante, spuma evanescente e fine. Fruttato, mela golden e pera, floreale di acacia, minerale. Fresco, delicato, non molto persistente, discretamente sapido.

Si procede col quinto vino, il Così e’ (Col Fondo), Conegliano Valdobbiadene docg Prosecco, 11 %. Rifermentato in bottiglia per 6 mesi (quindi non metodo classico, perché ci vogliono almeno 9 mesi), frizzante. Nel calice si nota il naturale deposito di lieviti, il perlage è fine e delicato. Ai tipici sentori di pera e mela, sempre presenti nel Prosecco, si aggiungono litchi e pesca bianca. In bocca è fresco e sapido.

Per chiudere, Sei Uno, Conegliano Valdobbiadene docg Prosecco Superiore Brut, fermentato in bottiglia per quattro mesi. 11 %. Tipici profumi fruttati del Prosecco, in bocca è fresco e pulito.

Una degustazione molto piacevole, in una cornice nobile ed elegante, con la franca e spontanea presentazione di Umberto. Godibili i vini, serviti alla giusta temperatura, cosa molto importante. In accompagnamento, il buonissimo pane fatto con le farine dei Poggi dal Panificio Bonci di Roma. Ci tengo a sottolineare il mio vino preferito: il Metodo Classico S.C. 1931, azzardo un 86, per la complessità dei profumi e la personalità. Del resto, la sosta sui lieviti notevolmente più lunga di quella degli altri, nel calice appare in tutta la sua gradevolezza e persistenza.

Capirete che la parte tecnica non è scritta da me, ma da una mia carissima amica a cui sono grato, che sta in firma, Io sono arrivato all’inizio, poi a metà e alla fine. Adesso descriverli uno per uno mi è difficile anche perché non ho assistito alla Circolare, come avete letto sopra, c’era qualcuno che lo ha fatto per me. Io so solo che ero accaldato e li ho degustati tutti nelle tre fasi in cui ero presente. Al di fuori dell’amore per il suo Metodo Classico, gli altri mi sono piaciuti. Mi è piaciuto il tutto e non potrò mai ringraziare adeguatamente Umberto per la proposta fattami e per quanto è stata bella e interessante a tutti la sua circolare. Il tuo invito a venirti a trovare sarà esaudito prima o poi. Da oggi è diventato doppio ed è esteso ad Antonella Pompei a cui dico grazie per il pezzo a quattro mani scritto.

Antonella Pompei e Pasquale Pace.

 

Pasquale Pace
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