Anteprime Brunello di Montalcino 2018, i miei sei rossi 2016 preferiti.

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Benvenuto Brunello 2018
Anteprime di:
Brunello di Montalcino 2013
Brunello di Montalcino Riserva 2012
Rosso di Montalcino 2016
Montalcino (Si)
www.consorziobrunellodimontalcino.it

Di solito scelgo pochi vini tra i miei migliori assaggi, ma quest’anno per i Brunello e i Rossi di Montalcino, ho dovuto necessariamente varcare la soglia dei “quattro”. E’ stata veramente dura: in tanti si sarebbero meritati almeno di essere menzionati; a malincuore ne scelgo sei.

Inizio dai Rossi 2016, annata di grande prospettiva. Lo scorso anno, durante il mio errare ne assaggiai diversi in vasca, e tutti, più o meno, di grande spessore. I produttori ne andavano orgogliosi, volavano a un metro da terra. E facevano bene: oggi l’annata 2016 se la gioca alla pari con la sua precedente. Un ostacolo che sembrava insormontabile, soprattutto per me, suo grande estimatore.

Ma non dilunghiamoci troppo e quindi eccovi i sei rossi selezionati, tutti degustati alla cieca e poi risentiti al banco nei giorni a venire:

 

  1. Ventolaio – Rosso di Montalcino 2016. Questi vini li considero più di forza che di finezza, che di sicuro acquisteranno nel tempo, ma sono vini che apprezzo. Parte con leggera acidità per poi avvolgere il palato con grande piacevolezza. Un Rosso che non si fa attendere, bevuto con piacere e con gioia (89+).

 

  1. Le Potazzine – Rosso di Montalcino 2016. Degustato ai banchi e poi nella loro vineria. Durante la cena ho assaggiato tutti e tre i vini presentati quest’anno, ma il mio palato non ha mai smesso di cercare questo fantastico Rosso, anche più del Brunello e della grande Riserva 2011. Che altro aggiungere? (90).

 

  1. San Lorenzo – Rosso di Montalcino 2016. i vini di Luciano Ciolfi mi piacciono da sempre, hanno il suo carattere: un po’ burbero all’inizio salvo poi aprirsi e diventare un vero amicone. Un buon Rosso, per ogni dì (89+).

 

  1. Castello Tricerchi – Rosso di Montalcino 2016. Seguo attentamente il ragazzo che ci lavora, sarà perché è di Roma, sarà perché vedo crescere i suoi vini alla grande ogni giorno che passa. Sarà che sono buoni davvero: quest’anno il Rosso è forza, determinazione, e si fa bere con piacere. Avrei potuto scegliere anche il suo Brunello o la Riserva, ma ho scelto il Rosso proprio perché il meglio deve ancora venire secondo me: 2015 e 2016 portano la sua firma, in futuro ne sentiremo delle buone assai (88+).

 

  1. Le Chiuse – Rosso di Montalcino 2016. Non ho sentito una persona a cui non sia piaciuto: vino di una finezza incredibile: ho tenuto il bicchiere in mano per diversi minuti, per godermelo piano, piano e capirlo bene… fantastico! La compagnia ideale per una giornata intera (92).

 

  1. Albatreti – Rosso di Montalcino 2016. Se dovessi scegliere sei bottiglie di Rosso e sei bottiglie di Brunello, lui ricadrebbe di certo tra le mie scelte: ogni anno mi sorprende sempre di più. Gaetano è pure dimagrito tanto “pur mangiando sempre uguale”, a suo dire, i suoi vini no, ricchi di classe e piacere. Grande Gaetano Salvioni! (89).

Altri due Rossi meritano una menzione: quello di Sesti (bellissima l’etichetta, ma anche il vino…), degustato ben tre volte durante i quattro giorni e sempre gradevole, e il Rosso di Ucceliera che ha ricevuto un punteggio maggiore di ben cinque dei vini scelti oggi (che profumi!), ma che è niente a confronto con la sua Riserva 2012 (90+).

In definitiva posso sbilanciarmi nel dire che ci aspettano, tra tre anni, dei grandissimi Brunelli! Intanto resto soddisfatto delle mie scelte, ma ancor di più del lavoro svolto da queste aziende che si confermano ancora una volta tra le mie preferite.

Pasquale Pace Il Gourmet Errante e Gianluca Ciotti

Pasquale Pace

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
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