Anteprime Brunello di Montalcino 2018, i miei sei Brunelli 2013 preferiti.

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Benvenuto Brunello 2018
Anteprime di:
Brunello di Montalcino 2013
Brunello di Montalcino Riserva 2012
Rosso di Montalcino 2016
Montalcino (Si)
www.consorziobrunellodimontalcino.it

Come per i Rossi di Montalcino, anche per i Brunelli sono dovuto andare oltre la soglia dei quattro migliori assaggi.

Una grande annata la 2013, i miei giudizi li ho visti e rivisti nelle cinque giornate di assaggi. È stata una scelta difficile, ma ne vado comunque fiero; in fondo sono vini che conosco.

Durante la degustazione di Roma, i Brunello 2013 sembravano ancora “acerbi”, a differenza dei 2012, molto buoni. Ma è in questi giorni toscani che, errando per cantine insieme ai produttori, che mi sono ravveduto. Anche perché i produttori stessi preferiscono la 2013 ed io non posso che essere d’accordo.

Di seguito i miei sei Brunelli 2013, tutti degustati alla cieca e poi risentiti al banco o in cantina nei giorni a venire:

 

  1. Pietroso – Brunello di Montalcino 2013. Ero andato a trovarli il giorno prima (un pranzo e un pomeriggio indimenticabili) e insieme avevamo assaggiato tante annate. La 2013, sembrava un po’ anonima benché di buona beva. Si scherzava sui giudizi che avrei potuto dare a questo Brunello. Il giorno dopo, verso la fine della degustazione e dopo aver assaggiato le Riserve 2012, mi servirono il loro Brunello. Tutt’altro vino, profumo persistente e inebriante, diretto, espressione tangibile della natura. La mente viaggia, penso al gruppo del Sella, il mare della Sardegna, al Cupolone e tutta Roma intera. Che vino, che Sangiovese! Punteggio alto, altissimo (97+). Lo scopro e resto di stucco: è il Brunello di Gianni, Cecilia, Andrea e Gloria. Lo riassaggio al termine della degustazione e si ripete nelle sue gesta. Il giorno dopo ne consiglio l’assaggio ai banchi ad ogni persona che incontro. Tutti entusiasti. Questi sono i piaceri della vita e il Pietroso ne fa certamente parte.

 

  1. Fattoria del Pino – Brunello di Montalcino 2013. Con lei sarò sempre più severo che con altri, perché la conosco da tempo, sin dalle prime armi, quindi mi aspetto sempre qualcosa di più di altri. Sto parlando di Jessica Pellegrini, una ragazza che mette anima e corpo in ogni cosa che fa. Ho assaggiato il suo vino alla cieca e poi ai banchi, in giorni diversi, e prima ancora, a novembre. E voglio provarlo ancora in futuro, perché questa bottiglia, mi ripeto, è prodotta con l’anima e qualcosa in più… (91+).

 

  1. Mastrojanni – Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2013. Uno dei cru dell’azienda, l’altro, lo Schiena D’asino, una riserva, nemmeno lo presentano più, tanto è il successo di questo vino). Brunello che ti accarezza e poi ti dà un pugno da ko… per quanto è buono! Ti sconvolge e poi ti abbraccia, Brunello di qualità eccelsa (94).

 

  1. Castello Romitorio – Brunello di Montalcino Filo di Seta 2013. Il nome ne anticipa le caratteristiche gustative: seta di nome e di fatto. Vino di gran classe. Filo di seta pregiato e resistente nel tempo che accarezzerà i palati di ognuno negli anni a venire (93).
  2. Le Ragnaie – Brunello di Montalcino Fornace 2013. Due cru, Fornace e il Vigne Vecchie. Ho sempre preferito il primo, mentre a Riccardo, il proprietario dell’azienda, piace di più il Vigne Vecchie. Pare che la maggior parte delle persone sia d’accordo con Riccardo, ma sono sicuro che prima o poi mi prenderò le mie soddisfazioni, (già prese a Roma in una verticale dei due cru quest’anno…). Il Fornace è un Brunello di classe e forza, appagante all’olfatto e al gusto. Bevuto alla cieca, al banco e a casa di Riccardo, e ogni volta, lasciatemelo dire, ho goduto (92).

 

  1. Salvioni – Brunello di Montalcino 2013. Da un’azienda così, in un’annata così, cosa aspettarsi? Grande vino! Prima o poi andrò a vedere le vigne di Salvioni, per ammirarle e… per cercare i fossili! Io nel Brunello di Salvioni ci sento il mare tanta è la sua sapidità e mineralità. Complimenti, non sbagliate mai un colpo… un vino (95).

Oltre a questi sei Brunelli, mi fa piacere elencarvi anche altre etichette con punteggi annessi degustati alla cieca, ai banchi e in cantina:

Corte dei Venti- Brunello di Montalcino 2013 (89+);
Poggio di Sotto – Brunello di Montalcino 2013 (90+);
Cupano – Brunello di Montalcino 2013 (91);
Villa i Cipressi – Brunello di Montalcino “Selezione Zebras” 2013 (91);
Albatreti – Brunello di Montalcino 2013 (lui sta anche qui, lui è troppo bravo) (91+);
Colle Mattoni – Brunello di Montalcino 2013  (90+).

Come ogni anno, alla fine dei miei giorni a Montalcino passo da Casanova di Neri a sentire le loro anteprime e quest’anno debbo dire che sono rimasto colpito dalla qualità dell’intera gamma: Rosso di Montalcino 2015, vino da comprare e goderselo in ogni giorno che Dio comandi, ogni qualvolta si voglia bere qualcosa di buono (91); Brunello di Montalcino 2013, da bere subito, per paura di restarne senza, come se non ci fosse un domani (92); Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2013, un po’ introverso, scontroso, ma sicuro del fatto suo. Se ne avessi la possibilità ne comprerei un cartone per tenerlo da parte, aspettarlo ed aprirlo per le occasioni importanti (92+); Brunello di Montalcino Cerretalto 2012, la riserva dell’azienda, ma di queste ve ne parlerò in un altro pezzo – comunque un’ottima riserva (94+).

Tornando ai migliori assaggi, posso tranquillamente sbilanciarmi ed affermare che l’annata 2013 a Montalcino si farà ricordare nel tempo e ciò trova conferma nella gioia e nell’orgoglio che i produttori dimostrano.

Ho solo un dubbio: ma le aziende che presentano i loro vini, invasi di legno, correzioni e “pennellate” di vario genere, assaggeranno dei veri Brunelli come questi? Chissà…

Felice di aver raccontato una grande anteprima 2013.

Pasquale Pace Il Gourmet Errante e Gianluca Ciotti

Pasquale Pace

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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