Anteprima Vernaccia di San Gimignano e non solo, è stato vivere un giorno intero tra vernaccia e belle persone

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Anteprima Vernaccia di
San Gimignano 2019
Museo di Arte Moderna e
Contemporanea “De Grada”
13 Febbraio 2019
San Gimignano (Si)
www.vernaccia.it
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Parto dalla degustazione dell’anteprima sulla vernaccia di San Gimignano per parlare di una giornata lunga, infinita, ma molto, molto bella, tutta da raccontare.
Alla fine degli 84 assaggi di vernacce che spaziano dalla 2015 ad… aimè, alla 2018, non perché l’annata 2018 non sia buona, ma perché per me è un sacrilegio metterla in bottiglia già da adesso,ecco i miei migliori assaggi.

1.     Il Colombaio di Santa Chiara  Famiglia Logi – Vernaccia di San Gimignano DOCG Campo della Piave 2017, Vernaccia 100%. Alla cieca ho scritto: odori entusiasmanti, vino che invade il piacere di classe pura, vino fantastico (93).
Vino che si candida a essere uno dei tre migliori bianchi per il mio 2019, di lui ho già scritto sul mio blog: 
http://www.ilgourmeterrante.it/sito/campo-della-pieve-2017-il-colombaio-di-santa-chiara-un-vino-sempre-piu-grande/?fbclid=IwAR3uhvr4c1H0ZN_We94b1ArhQulf4kb5u5YrBCV2xRdyxng4Nebzv610O74.

2.     Cappella di Sant’Andrea – Vernaccia di San Gimignano DOCG Rialto 2017, vernaccia 100%. Alla cieca ho scritto: profumi intensi che ti catturano, ho voglia di degustarlo subito, entra in modo delicato, piacevole, per poi espandere il piacere, il sapore, per l’intero apparato gustativo, un ottimo vino (91+). Scopro il vino e ho la conferma che la Cappella di Sant’Andrea lavora molto bene.

3.     Panizzi – Vernaccia di San Gimignano DOCG Vigna Santa Margherita 2017, Vernaccia 100%. Alla cieca ho scritto: dal profumo mi da il senso di grassezza, alla bocca opulento ma senza mai esagerare, la beva mi piace, vino interessante (89). Dalle prime vigne dell’azienda arriva questo cru, con piacere mi sembra di ritornare indietro nel tempo, quando ogni vino di questa azienda era una garanzia.

4.     La Lastra – Vernaccia di San Gimignano DOCG 2018, Vernaccia 98%, 2% di Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca Lunga del Chianti. Questo leggo dal loro sito per l’annata 2016, penso che anche in quest’annata sia così. Alla cieca ho scritto: dal colore e dai profumi si sente che è un vino d’annata, ho voglia di lasciare andare la degustazione, mentre penso ciò, i profumi mi avvolgono e tra me e me penso “eccola la vernaccia della Lastra”, lo degusto, mi irrito un po’ pensando il perché si debba imbottigliare così presto un vino buono così (89++).

5.     Massimo Daldin – Vernaccia di San Gimignano DOCG   2018. Alla cieca ho scritto: dai profumi si sente che è giovane, sarà un 2018, però è già pronto, spero che non sia già in bottiglia, interessante da correre al banco e conoscerlo (87++). All’uscita del produttore ho detto: un’altra volta come l’anno scorso, quindi è davvero bravo. Vado e gli faccio i complimenti, buona e forse diventerà ancora meglio l’altra vernaccia, Vigna in Fiore 2018 (86+).

6.     Montenidoli – Vernaccia di San Gimignano DOCG Carato 2015, 100% Vernaccia. Alla cieca ho scritto: profumi imperiosi, palato lungo, ancora con la giusta acidità a far si che sia un vino piacevole oggi, domani e chissà per quanto ancora (89+). Scopro il produttore e mi accorgo che stranamente ho dato un punto in meno al mio vino preferito di questa azienda, la Vernaccia Fiore 2016, mi è piaciuto anche il Tradizionale 2017, a testimoniare che qui dalla signora Elisabetta Fagiuoli sono proprio bravi.

7.     Cesani – Vernaccia di San Gimignano Riserva DOCG Sanice 2016, 100% Vernaccia. Alla cieca ho scritto: intrigante già dai profumi, forse è un’annata vecchia, mi piace tantissimo il suo colore, una bocca piena e piacevole (89). Nel vedere l’azienda mi viene da pensare, mi piace ancora di più sapendo che una vernaccia senza legno esca così in ritardo, complimenti a Letizia che la sa aspettare.

Grazie alla bravura, alla capacità, alla volontà dei sommelier presenti, mi accorgo che si è fatto presto ad assaggiare tutte le vernacce, un giro per i banchi ci sta, ci sta anche organizzare una visita in cantina, il tempo c’è, cerco Giorgio Comotti e gli chiedo se si può, il suo sorriso è sempre presente, oggi è anche una conferma, ci organizziamo e si va, Giorgio viene con noi. I noi siamo io, Carlo Zucchetti e Francesca Mordacchini Alfani, uscire da San Gimignano e immergersi tra vigne, oliveti e boschi è sempre un bel vedere.
Arriviamo in azienda costeggiando una parte delle vigne di proprietà de Il Palagione. Scendiamo, vediamo le altre vigne, attraversiamo la strada e si va in cantina, due chiacchiere a raccontare la storia e la venuta dalla Lombardia a San Gimignano della famiglia Comotti e via a scegliere qualche bottiglia da aprire. Lo storico si trova in un locale molto particolare, la scelta è interessante, ne berremmo di belle. 
Si torna sopra e si va in degustazione, le annate nuove le avevamo degustate durante l’anteprima, ecco i vini degustati qui in cantina, abbiamo tre bicchieri per tre vini:
Hydra DOCG Vernaccia di San Gimignano 2007, 100% Vernaccia. La apriamo, la versiamo nel bicchiere, il colore è stupendo, i profumi si alzano dal calice estasianti, non vedo l’ora di degustarlo. Al primo sorso resto stupito, ci guardiano e i nostri visi sono sorpresi da tanta piacevolezza, ma qui non è solo un vino piacevole, mentre penso a quanto è buono, il vino mi avvolge di calore, sembra quasi abbracciarmi, lo scaldo un po’, i profumi diventano ancora più intensi, si torna e ritorna a degustarlo e ogni volta è qualcosa di sorprendente. Un vino dalla beva entusiasmante, un vino bianco, una vernaccia di 11 anni che sta in bottiglia da circa 9 anni, la conferma che anche una vernaccia può durare e diventare ancora più buona, ottima nel tempo. 
Il punteggio non può che essere alto e felice di metterlo (93+), quel più per dire che c’è ancora tanta vita in questo ottimo “ASSAI” vino.
Hydra DOCG Vernaccia di San Gimignano 2005, 100% Vernaccia. Dall’apertura già capiamo che non è come l’altra, il colore è in evoluzione, non è ossidata completamente ma io non transigo davanti a questi vini, sono in netta evoluzione, peccato, resta il grande piacere dell’annata 2007.
Merlot IGT Toscana 2004, 100% Merlot. I merlot di una volta, legno e tanta struttura, se un vino sta bene ti resta una grande bevuta, questo non è male, ma oggi dopo 13 anni non lo considero un vino per me (85+).

Il tempo corre inesorabile, Dondoli ci aspetta, una stupenda serata ci aspetta.
Arriviamo a San Gimignano, parcheggiamo e incontriamo Davide Bonucci, lui per me è la Toscana del vino, gli diciamo il programma che ci aspetta e ci segue alla gelateria del Dondoli.
Sergio per non farci mancare nulla ci fa trovare il dolce che ha preparato per la cena di gala della Vernaccia, di cui ho già scritto: 
http://www.ilgourmeterrante.it/sito/gelateria-dondoli-sergio-a-san-gimignano-si-e-il-suo-italian-garden/
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Poi si va a far gelato nel suo Dondoli gelato class, ci si diverte e si impara tanto, d’altronde con un maestro così! Si assaggia, si mangiano i due gusti preparati: crema di latte, con quel latte che ha scelto, diventa una crema buonissima e poi la nocciola, dobbiamo scappare, lui ci dice: andiamo la nocciola diventerà più buona tra un po’. 
Prendiamo anche il gusto allo zafferano, fatto con lo zafferano di Alessio Bernini che lo produce nel suo Agriturismo Il Mulinaccio a Volterra.
Arriviamo alla Locanda dei Logi, entriamo di fretta, questo posto sembra ancora più bello, ci sono tutti, un tavolo bellissimo ci accoglie, parte il primo brindisi dedicato alla migliore vinaccia, secondo me, delle anteprime, quel Campo della Pieve 2017 di cui ho parlato sopra.
La serata è stata la conclusione perfetta di una giornata bellissima. Si è iniziato con i salumi del maestro Mario, il “BOSS” del Colombaio di Santa Chiara, tra cui le salsicce crude, ormai un must di casa Logi.
Abbiamo continuato con un risotto verde che se fosse stato leggermente meno cotto sarebbe stato un piatto buonissimo, ma in fondo lo è stato lo stesso. Per finire dolci a go go, il tutto annaffiato con l’ottimo olio della famiglia Logi e con le magnum della Vernaccia di diverse annate, una più buona dell’altra, ormai qui non si sbaglia più un colpo.  Risate, battute, racconti, complimenti e applausi ai fratelli Logi e a questo meraviglioso posto che è La Locanda dei Logi. 
Ci si saluta con tanta voglia di stare ancora insieme, con tanta voglia di stare in compagnia di persone che fanno parte della mia vita. Grazie a tutti per questa splendida giornata a iniziare dai produttori di Vernaccia… quella buona però e ce ne è tanta, di più di quanto si possa credere, vi consiglio solo di diffidare da quella che costa poco, ma poco davvero. 

Pasquale Pace

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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